T-Red un apparecchio con tante falle
Ci ha lasciato un po’ stupiti, ma non troppo, la notizia dell’arresto per l’ingegnere ideatore del T-Red. Per chi non lo sapesse il T-Red è quel sistema di rilevazione delle infrazioni che viene adottato da tantissime città italiane per monitorare il traffico, soprattutto in incroci importanti o passaggi pedonali.
Che qualcosa in questo sistema non andasse ce ne eravamo accorti ormai da tempo. In tante città italiane infatti la multa sembrava molto “facile” e pareva che fosse più una questione di fortuna che di disciplina stradale. In effetti l’arancione spesso era configurato in maniera tale da durare alcuni istanti, così che molti automobilisti, sicuri di non commettere alcuna infrazione, si vedevano invece comparire un rosso inaspettato, con tutte le sanzioni del caso. Queste erano documentate tramite fotografia istantanea scattata proprio dai sensori Photo Red.
La durata così breve dell’arancione (si parla di meno di 4 secondi) ha fatto insospettire le autorità, cosicchè è stata aperta una vera e propria inchiesta, nella quale sono rimasti coinvolti ben 80 Comuni, e 63 dirigenti di polizia locale, senza contare funzionari pubblici e tutta una serie di persone che formava una vera e propria rete volta a truffare gli ignari automobilisti.

Già da qualche mese sono stati disinstallati i tantissimi PhotoRed (anche quelli “onesti”) dislocati più o meno in tutta italia, ma solo ieri Stefano Arrighetti, di Seregno (Milano), è stato così arrestato, con l’accusa di aver omologato l’hardware del dispositivo, ma non il software, che poteva essere facilmente manomesso dai vari comuni.
Inoltre la prassi era che le foto incriminate, scattate dal PhotoRed, venivano giudicate da strutture private che percepivano una percentuale sulle multe inflitte agli automobilisti, incentivando queste e sanzionando anche in casi dubbi.
Così ora centinaia di automobilisti che son stati ingiustamente multati protestano e cercano di far valere le loro ragioni, sperando di avere un rimborso per le tante multe che gli son state fatte col solo scopo di rimpinguare le casse comunali. Si parla di oltre 33mila multe che, nel caso venisse dimostrata la reale innocenza degli automobilisti, sarebbero indubbiamente da rimborsare. Questa sarebbe una bella tegola per le nuove giunte comunali che dovranno risollevare la situazione economica, magari con mezzi meno “marci”.

